Il Medioevo in 21 battaglie by Federico Canaccini

Il Medioevo in 21 battaglie by Federico Canaccini

autore:Federico Canaccini [Canaccini, Federico]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: i Robinson / Letture
editore: Editori Laterza
pubblicato: 2022-01-15T00:00:00+00:00


12.

La battaglia delle nazioni. Bouvines, 1214

La “domenica di Bouvines”, come è stata marchiata a fuoco dal grande Georges Duby, ruota attorno a un’intricata storia di ambizioni dei sovrani di Francia e Inghilterra, senza escludere le velleità dei due poteri universali, il papa e l’imperatore, e i rancori e le invidie personali di molti conti, baroni e nobili. Poche battaglie medievali, come quella di Bouvines, hanno infatti così tanti protagonisti importanti presenti contemporaneamente sul campo e pochi scontri vedono intersecarsi così tanti interessi di vasta portata che affondano le proprie radici in episodi apparentemente lontani tra loro. Proviamo allora a dare un po’ di ordine. Il 4 luglio del 1187 Saladino aveva sconfitto un grande esercito crociato presso i Corni di Hattin, nelle vicinanze del Lago di Tiberiade: la vittoria fu completa poiché caddero in mano musulmana tutti i comandanti cristiani, il padiglione del re di Gerusalemme e la reliquia più preziosa della Cristianità, il legno della Vera Croce. La sconfitta di Hattin fu l’inizio della fine per l’Outremer, ma in Europa la reazione fu immediata: presero la croce l’imperatore Federico I e i due più potenti re del tempo, quello di Francia e quello d’Inghilterra. Filippo II ed Enrico II Plantageneto avevano un conflitto in corso, derivante dal fatto che Enrico, quale signore di diverse contee sulla terraferma, doveva obbedienza a Filippo in quanto suo vassallo, ma si dimostrava assai intraprendente quale re d’Inghilterra, rivendicando i propri diritti e impegnandosi in un vero e proprio conflitto col re a cui era sottoposto da vincolo feudale. Enrico, stando alla descrizione di Pierre de Blois era di altezza media, dalle gambe storte e dal grande torace, di capelli rossi che facevano risaltare ancora di più quei ciuffi grigi che in età avanzata apparivano sul capo del sovrano, stimato dai suoi “un uomo forte, agile e ardito [...] Nelle sue mani c’è sempre l’arco, la spada, la lancia e le frecce, a meno che non sia a dormire o abbia in mano un libro”.

Il 21 gennaio del 1188 i due sovrani presero entrambi la croce a Gisors, ma Enrico non sarebbe mai partito: il 5 luglio del 1189, infatti, dovette fronteggiare a Ballans, vicino Tours, una coalizione militare che univa le forze di suo figlio ribelle, Riccardo Cuor di Leone e di Filippo II: “una guerra senza amore”, la definì Jordan Fantosme, un chierico e poeta di Winchester. La vittoria arrise a questi ultimi ed Enrico dovette accettare le pesanti condizioni imposte dal re di Francia e da Riccardo, confermato erede della corona d’Inghilterra e dei possedimenti su suolo francese. Trasportato a Chinon, Enrico II moriva un paio di giorni dopo la disfatta.

Furono dunque Filippo e Riccardo a dirigersi alla volta di Gerusalemme, uniti da quello che è solo un apparente sodalizio: i due regnanti, infatti, partirono assieme giacché probabilmente entrambi temevano che, in assenza di uno, l’altro ne avrebbe potuto conquistare i territori. La guerra tra Francia e Inghilterra era nell’aria.

Nel prosieguo del 1188, nel corso della Curia di Magonza, anche Federico



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